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Vapore per la cubettatura


Il maggior inconveniente per il raggiungimento della massima capacità nelle presse cubettatrici nella gran maggioranza dei casi è la qualita del vapore.

Il vapore condensato serve come lubrificante per il materiale che passa attraverso la matrice. In teoria, ogni particella di materiale si copre con una pellicola di umidità e questo ne riduce l’attrito. Questa riduzione di frizione contribuisce all’aumento di capacità della pressa e ad allungare la vita della trafile e dei rulli. Con l’uso di vapore e della temperatura si ottiene una parziale trasformazione degli amidi (gelatinizzazione) che determina un pellet piu consistente e compatto.

La gelatinizzazione, cioè il processo di trasformazione degli amidi in zuccheri semplici, e funzione del tempo, della temperatura e del livello di umidita. Il tempo di soggiorno nel condizionatore e normalmente sufficiente a questa trasformazione cosi come la temperatura e la umidita.

La temperatura ideale, cosìi come dettato dall’esperienza, per ottenere i migliori risultati, nella maggioranza dei tipi di mangime, è di circa 75°C o più, con un livello massimo di umidità della farina che entra nella matrice tra 17 e 18%.

E’ difficile essere categorici, ma questi dati sono abbastanza validi per la maggior parte dei mangimi.
Un livello di umidità superiore, aggiunto in tempi brevi causa l’impastamento e il blocco della matrice.
Il problema si risolve generalmente con l’ottenimento della temperatura senza un eccessivo aumento del contenuto di umidità e la linea del vapore deve essere progettata tenendo conto di questo.

E' imperativo che l’apporto di vapore sia costante, piu caldo possibile, secco e a pressione costante e che soprattutto sia drenato dall’umidità e dalla condensa. Nel caso che il vapore contenga un eccesso di acqua, si otterrà un eccesso di umidità della farina prima che sia ottenuta la temperatura desiderata.

In alcuni paesi come gli Stati Uniti il problema dell’umidita non è cosi importante in quanto i cereali usati hanno un basso contenuto di umidità.

E' assolutamente impossibile essere categorici circa le condizioni di condizionamento, però dovrebbe esserci una sufficiente flessibilità per adattarsi alla formula del mangime, tenendo in conto i diversi livelli di proteina, amido e melasso.

La flessibilità può essere ottenuta variando la pressione nella pressa granulatrice anche per aumentare il livello di umidità. L’aumento della umidità non dovrebbe essere necessario se non nei casi in cui il contenuto di umidità delle materie prime sia molto basso.