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Produzione del vapore


Avendo stabilito la quantità del vapore richiesta si può calcolare la dimensione della caldaia.
Una peculiarità dell’utilizzo del vapore negli impianti di cubettatura è che il vapore viene assorbito dalla farina per cui si ha un ritorno di condensa relativamente piccolo.

Questo significa che c’è una grande quantità di acqua di alimentazione che entra nella caldaia e la temperatura di questa acqua di alimentazione sarà piu bassa di quella che potrebbe essere in genere in un impianto di produzione vapore dove si ha un notevole recupero di condensa. Questo fatto influenza il trattamento dell’acqua che dovra essere piu regolare e migliore di un sistema con alta percentuale di recupero condense.

La quantità di vapore si determina in kg generati ad una temperatura di 100°C a partire dall’acqua di alimentazione. Ma per la nostra applicazione pratica questo e un po’ pericoloso in quanto l’acqua di alimento è considerevolmente piu bassa e inoltre il vapore non si utilizza a 100°C che vorrebbe dire a pressione atmosferica.

Il rendimento della caldaia varia al variare della temperatura dell’acqua di alimentazione e della pressione di produzione. Allo scopo di avere un certo margine di sicurezza si devono quindi aumentare i valori relativi alla necessità teorica di vapore di un 25%.

Le caldaie a tubi di fumo sono le migliori per l’ottenimento di vapore per le presse cubettatrici.
Per gli impianti piu piccoli si consiglia l’installazione di un temporizzatore che permetta di accendere la caldaia prima dell’inizio del turno di produzione con sufficiente anticipo.

In un impianto esistente che, in teoria o in pratica non possa produrre vapore sufficiente, la soluzione è di aumentare la temperatura dell’acqua. Questo si può fare facilmente installando un preriscaldatore elettrico e isolando termicamente il serbatoio dell’acqua di alimento per ridurre le perdite di calore. Non si deve dimenticare che il calore perso è molto costoso.

Inutile dire che tutto il vapore condensato deve ritornare al serbatoio dell’acqua di alimento per ridurre al minimo il consumo di combustibile. Altra regola pratica ci insegna che un aumento della temperatura di 6°C dell’acqua permette un riduzione dell’1% del consumo di combustibile nella conversione da acqua e vapore.

Una causa comune della presenza di vapore umido e dovuto al funzionamento della caldaia con un livello d’acqua, al suo interno, troppo alto, oltre il livello normale (si raccomanda di controllare con regolarita e attenzione questo punto)