Per spiegare alcuni termini usati si allega un diagramma della
produzione del vapore.
Il diagramma descrive i tre stadi attraverso i quali l’acqua
si trasforma in vapore surriscaldato. L’asse verticale della temperatura
inizia dal punto di congelamento. Il secondo punto è di 100°C
ed è il punto di ebollizione a pressione atmosferica. Questo punto
si alza all’aumentare della pressione e viceversa.
La temperatura finale riportata nel diagramma è relativa al vapore
surriscaldato.
L’asse orizzontale del diagramma riporta i tre stadi nel contenuto
di calore del vapore, essendo “h” il calore sensibile dell’acqua;
essendo “l” il secondo passo, cioe il calore latente richiesto
per cambiare lo stato della materia, da acqua a vapore, senza
alcun aumento di temperatura. Questo calore latente dipende dalla
temperatura, in quanto all’aumento della pressione il calore latente
si riduce lievemente. Nel terzo stadio che rappresenta il vapore
surriscaldato si ha un incremento diretto della temperatura per
ogni incremento di calore.
La frazione di umidità del vapore – termine spesso usato – si
riferisce alla proporzione alla frazione di vapore latente che
si è raggiunta. Si ha vapore secco quando quella umidità è nulla,
che è quello che cerchiamo, e qualsiasi calore addizionale applicato
produrrebbe vapore surriscaldato. Se il vapore contiene una frazione
di umidità significa che dell’acqua viene trasportata in sospensione
e che si tratta in realtà di vapore umido.
Si è detto che è necessario lavorare con vapore secco o con
vapore surriscaldato. Da evitare assolutamente il vapore umido.
In pratica è la temperatura combinata alla pressione che ci indicherà
che tipo di vapore abbiamo.
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